La lesione da compressione (o ulcera da decubito) è una lesione tissutale, con evoluzione  necrotica, che interessa l’epidermide, il derma e gli strati sottocutanei, fino a raggiungere, nei  casi più gravi, la muscolatura e le ossa. Piuttosto comunemente è detta anche "piaga". Eziologia Una lesione da decubito è la conseguenza diretta di una elevata o prolungata compressione, o  di forze di taglio (o stiramento), causanti uno stress meccanico ai tessuti e la strozzatura di vasi  sanguigni. Essa è dovuta alla persistente pressione che, superando i 40 mm di mercurio,  provoca una strozzatura dei vasi sanguigni, con conseguente necrosi tessutale; per questo è  classificata anche come lesione da pressione.   Le lesioni da decubito spesso sono delle conseguenze dovute a una inadeguata assistenza in  ambito domiciliare per mancanza di conoscenze da parte dei badanti o in ambito ospedaliero.  Non attivare immediate tecniche di prevenzione con utilizzo di moderni ausili antidecubito può  provocare gravissime lesioni. Fattori intrinseci delle lesioni da pressione Alterato controllo vasomotorio (rallentamento del circolo, alterazione del connettivo...); Riduzione della sensibilità cutanea; Atrofia della massa muscolare (esporre tuberosità ischiatica a rischio lesione); Cachessia; Malnutrizione; Immobilità; Infezioni generiche o localizzate; Scadenti condizioni generali, anche dei problemi di gestione del paziente; Disturbi psichici; Disturbi della personalità. Fattori estrinseci (aggiungono causa esterna a causa interna) Compressione prolungata (forze verticali); Sfregamento cutaneo: forze orizzontali che rendono a disepitelizzare la zona; Piano di appoggio inadeguato: lenzuoli, tutori; Forze di taglio; Aumento della temperatura a livello locale, ad esempio per l'utilizzo improprio di pannoloni e traverse monouso; Carenza igieniche, scarsa igiene dopo l'evacuazione. Stadiazione I sistemi di classificazione o stadiazione delle lesioni da pressione identificano per stadi le lesioni basandosi sulle condizioni degli strati del tessuto interessato. Le classificazioni per stadi non hanno il compito di descrivere globalmente la lesione, ma di quest'ultima ne forniscono una descrizione anatomica, relativamente semplice, della sua profondità. È sempre opportuno,  qualora si classifica, valuta e documenta una lesione  utilizzare un sistema concordato, in quanto esistono vari sistemi di  classificazione; tra i più usati è quello proposto dal National Pressure Ulcer Advisory Panel (nato durante la Consensus  Conference del 1991: Stadio I Descrizione Eritema fisso (che non scompare alla digito-compressione) della cute integra; altri segni indicativi dell'imminente insorgenza della lesione possono essere lo scolorimento cutaneo, il calore o l'indurimento. Terapia Igiene posturale Mobilizzazione attiva/passiva Rinforzo muscolare Massaggio locale (può facilitare gli scambi ematici) Ultrasuoni (onde meccaniche che fanno massaggio vibratorio sottocutaneo) anche in acqua, terapia farmacologica Stadio II Descrizione Ferita a spessore parziale che coinvolge l'epidermide e/o il derma. La lesione è superficiale e clinicamente si presenta come una abrasione, una vescicola o una lieve cavità;  Terapia Igiene posturale Mobilizzazione Rinforzo muscolare dove possibile Fototerapia (I.R/U.V.) creano aumento temperatura locale Ossigenoterapia locale o in camere iperbariche Terapia farmacologica. Stadio III Descrizione Ferita a tutto spessore che implica danno o necrosi del tessuto sottocutaneo che si può estendere fino alla sottostante  fascia muscolare senza però attraversarla; la lesione si presenta clinicamente come una cavità profonda che può  sottominare o meno il tessuto contiguo. Terapia Igiene posturale Mobilizzazione Rinforzo Muscolare Terapia farmacologica e chirurgica Stadio IV Descrizione Ferita a tutto spessore con estesa distruzione dei tessuti, necrosi e danno ai muscoli, ossa e strutture di supporto (tendini,  capsule articolari). La presenza di sottominature del tessuto e di tratti cavitari può essere associata a lesioni da decubito di  stadio 4. Terapia Igiene posturale Mobilizzazione Terapia farmacologica e chirurgica Complicanze Alcune complicanze non infettive: Emorragia/ Anemia Squilibri elettrolitici Disidratazione Anemia Squilibri idroelettrolitici Deplezione proteica Sepsi (al III e IV stadio e nelle ulcere chiuse) Osteomielite Carcinoma squamo-cellulare di Marjolin Prevenzione Generale Cambiare la posizione (se dovuto a ipomobilità), Identificare il rischio: uso di protocolli Controllo farmacoterapia (sedazione), Rimuovere i carichi localizzati, Stabilire apporto corretto nutrizionale, Igiene (incontinenza, sudore), Riabilitazione precoce, Educazione dei Care Givers, Protocolli Indice di Norton: valutazione di grossi parametri che predispongono il paziente ad alto/medio/basso rischio di lesioni da pressione. Si basa su: condizioni generali, stato mentale, capacità di camminare, capacità di muoversi nel letto, incontinenza. Si da un punteggio da 1 a 4. se la somma è < 14: paziente ad alto rischio di decubito.   La scala di valutazione per gli infermieri è di 4 gradi: 1° Grado: Eritema 2° Grado: Vescicole 3° Grado: Disepitelizzazione 4° Grado: Flittene 5° Grado: Escara 6° Grado: Ulcera L'indice di Norton è stato a sua volta modificato in indice di Norton secondo Stotts dove i vari parametri sono stati dettagliati  per poter fare una valutazione più accurata in quanto la prima scala di Norton era soggetta a valutazioni più soggettive (ciò  che per un operatore è buono non è detto che lo sia per un altro operatore che valuta il medesimo paziente)  Prevenzione Locale Monitoraggio integrità cutanea, Proteggere e curare la cute (mantenerla asciutta, pulita ed idratata), Decompressione zone ad alto rischio (cambiare posizione ogni 2/3 ore), Ridurre le forze di pressione/taglio (presidi antidecubito, archetto), Assicurare ambiente igenicamente adeguato, Effettuare trattamento fisioterapico, Curare alimentazione ed idratazione. Trattamento dell'infezione, colonizzazione, contaminazione. Esistono modernissimi antisettici in grado di effettuare una riduzione della carica batterica in sede della lesione (medicazioni avanzate). Ad esempio i nanocristalli di argento, oppure il cadexomero iodico che agiscono rilasciando una quantità di ioni  argento in base alla produzione di essudato della lesione. I vecchi antisettici non riescono a rimanere attivi più di 2 ore,  mentre le moderne medicazioni riescono a rilasciare per molti giorni il principio antisettico, provocando un bilancio batterico,  ed una preparazione del letto della lesione con sbrigliamento da corpi necrotici, fibrina, slough. Inoltre permettono di ridurre  notevolmente la frequenza di cambio medicazione, evento stressante per i tessuti in riparazione. Attualmente da recenti  ricerche scientifiche risulta che tali antisettici non creano resistenze. è assolutamente controindicato introdurre nelle lesioni  infette antibiotici per uso orale, oppure intramuscolare. Trattamento delle lesioni da decubito Una lesione da decubito istologicamente ha sempre una tendenza a cronicizzare più che a guarire spontaneamente,  esistono trattamenti con modernissime biotecnologie, che sono in grado di riattivare i processi di riparazione tessutale,  inibendo i processi di cronicizzazione. Fra i farmaci si utilizzano il becaplermin e il cadexomero iodico  Bibliografia AA. VV. Protocollo per la prevenzione e il trattamento delle lesioni da decubito. Data di Pubblicazione: 2006. ISBN 8871417011 - ISBN 9788871417011 Avanzi Anna e Saccò Marcella: Prevenzione e trattamento delle piaghe da decubito. Dal punto di vista dell'infermiere. Data di Pubblicazione: 2006. ISBN 8890235608 - ISBN 9788890235603 Bale sue e Jones Vanessa: Assistenza infermieristica nella cura delle lesioni cutanee. Data di Pubblicazione: 2007. ISBN 8821429547 - ISBN 9788821429545 Calosso Aldo: Le lesioni cutanee. Manuale clinico; Data di Pubblicazione: 2004. ISBN 8874660863 - ISBN 9788874660865 Calosso Aldo e Bellingeri Andrea La prevenzione delle lesioni da decubito. Elementi di base. Data di Pubblicazione: 2002. ISBN 8838616043 - ISBN 9788838616044 Donati L.: Il trattamento delle lesioni da decubito. Data di Pubblicazione: 1996. ISBN 8832312069 - ISBN 9788832312065 Fratton Rita et al.: Il dito nella piaga. Trattamento e prevenzione delle lesioni da decubito. Data di Pubblicazione: 2003. ISBN 8888912002 - ISBN 9788888912004 Hess Thomas Cathy (edizione italiana curata da Bellingeri Andrea): Guida clinica alla cura delle lesioni cutanee. Data di Pubblicazione: 1999. ISBN 8821424642 - ISBN 9788821424649 Nano Mario e Ricci Elia: Le piaghe da decubito nel paziente anziano. Data di Pubblicazione: 1994. ISBN 8877112093 - ISBN 9788877112095 Ricci Elia e Cassino Roberto: Piaghe da decubito. Data di Pubblicazione: 2003. ISBN 8877114274 - ISBN 9788877114273 © A.I.Le.D. - 2011 ONLUS